Discussione: Anche la pasta ti può togliere una taglia
- Thu 06-November-08, 15:35 #1utente
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Anche la pasta ti può togliere una taglia
A patto che non sia il “solito” piatto di pasta di frumento, che spesso rallenta metabolismo e intestino. Scopri allora le virtù dimagranti dei cereali “alternativi” con cui ti puoi sbizzarrire in cucina mettendo d’accordo linea, salute e sazietà...
Rinunciare al primo piatto per il timore di ingrassare? La maggior parte dei nutrizionisti lo sconsiglia vivamente, perché in questo modo si priva l’organismo di importanti elementi nutritivi, in primo luogo i carboidrati, e si rischia anche di non raggiungere quel senso di sazietà che invece è così importante per evitare di “pasticciare” fuori pasto, cedendo a tentazioni alimentari meno sane ed equilibrate. Ma non ci sono solo la pasta o il riso con i quali preparare un gustoso e salutare primo piatto: per variare il menu, vale la pena di scoprire nuovi abbinamenti e apportare oltretutto sostanze diverse all’organismo. Vediamo a quali “sostituti” nutrienti e poco calorici è possibile ricorrere.
Farro: è ricco di proteine che saziano e rassodano
Si tratta di un cereale simile al grano, dalle origini molto antiche, che nei decenni passati era tutto sommato abbastanza presente nella cucina italiana, almeno in alcune regioni, per poi sparire quasi del tutto prima di venire riscoperto e rivalorizzato da qualche anno a questa parte. In commercio lo si trova in due forme: quello decorticato (chiamato anche semplicemente farro) e quello perlato. Il primo conserva intatta la glumetta, ovvero la pellicola esterna del chicco, che invece viene eliminata nel perlato, il quale infatti si riconosce perché ha un colore più chiaro e cuoce in un tempo decisamente inferiore. È molto versatile in cucina, a patto di avere un po’ di tempo a disposizione: il farro decorticato ha bisogno di almeno 45 minuti per cuocere, però è più ricco di sostanze nutrizionali rispetto al perlato. Il farro ha un gusto così deciso e caratteristico che basta condirlo con un filo d’olio extravergine d’oliva e volendo una manciata di formaggio per ottenere un ottimo primo piatto, che toglie la fame, dà soddisfazione al palato e non ingrassa: 100 grammi di farro apportano circa 335 calorie, con una percentuale di proteine che varia dal 14 al 20%, caratteristica che rende questo cereale perfetto da abbinare ai legumi per preparare un piatto unico saziante e tonificante.
Orzo: sgonfia l’intestino ed elimina la fame nervosa
Un tempo utilizzato quasi esclusivamente per la preparazione di minestre o come surrogato del caffè, l’orzo merita invece un posto di primo piano nella nostra alimentazione. Questo perché ha molte caratteristiche positive: ricco di vitamine e sali minerali, è facilmente digeribile e molto energetico, pur avendo solo 320 calore ogni etto. È un cereale rimineralizzante per le ossa, contiene discrete quantità di fosforo, aiuta a prevenire le malattie dell’intestino, apporta una fibra solubile che rallenta lo svuotamento gastrico e riduce il senso di fame, aiuta a ridurre il livello dei grassi totali, è un supporto per il sistema immunitario, grazie alla capacità di contrastare le infiammazioni e di ravvivare il metabolismo. Non ultimo, ha anche proprietà lassative. L’orzo più facile da reperire in commercio è quello perlato, cioè sottoposto a un trattamento di brillatura simile a quello del riso. Esiste però anche la possibilità di acquistarlo mondo integro, vale a dire privato solo dello strato più esterno, e quindi più ricco di sostanze importanti. In cucina, si può utilizzare ad esempio al posto del riso, per preparare un “orzotto” esattamente allo stesso modo del classico risotto, abbinando il cereale alle diverse verdure. Oppure, mescolandolo a riso, grano e farro per una minestra gustosa e ricca. O ancora, acquistandolo sotto forma di fiocchi da unire allo yogurt per la prima colazione.
Grano saraceno: stimola la diuresi e drena i ristagni
Chi pensa di non averlo mai assaggiato, probabilmente sbaglia: infatti con la sua farina si prepara quella pasta dal colore scuro che si usa in Valtellina per la classica ricetta dei pizzoccheri. I chicchi di grano saraceno hanno una forma molto particolare, triangolare, e si distinguono dagli altri cereali anche per l’elevato valore biologico delle loro proteine, che contengono gli otto aminoacidi essenziali in proporzione ottimale, oltre al fatto che sono ricchi di ferro, vitamina B e vitamina E e magnesio. In realtà, il grano saraceno non è un cereale (fa parte della famiglia delle Poligonacee) ma ha caratteristiche nutrizionali simili al grano (le calorie per etto sono circa 340), ed è privo di glutine e quindi adatto anche per chi soffre di celiachia. In Cina, paese da cui arriva, viene usato per la preparazione del pane, mentre da noi con la sua farina si fa anche la polenta taragna. Come utilizzarlo al meglio, soprattutto in inverno, visto il suo elevato potere riscaldante? Facendo cuocere i chicchi per una decina di minuti circa, in abbondante acqua salata, e poi condendoli a piacere. Altra caratteristica positiva di questo alimento: aiuta a eliminare dall’organismo i liquidi in eccesso, e ha una grande azione rivitalizzante sul cuore e sui reni.
(riza, novembre)
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