Un nuovo disturbo alimentare sempre più diffuso!

La Night Eating Syndrome (NES), o sindrome dei mangiatori notturni, è una sindrome individuata nel 1955 da Albert Stukard, pschiatra dell’Università di Philadelphia. Questa malattia sembra essere un disturbo con caratteristiche ben distinte dall'anoressia, dalla bulimia nervosa o dal disturbo da alimentazione incontrollata. Tale disturbo, che sembra essere legato allo stress è, infatti, caratterizzato da anoressia mattutina, iperfagia serale e da insonnia.I soggetti colpiti da NES hanno, quindi, scarso appetito durante il giorno e grande fame durante la notte.

Tre studi hanno esaminato il comportamento dei soggetti con sindrome dei mangiatori notturni, dimostrando come in tali soggetti ci sia un’inversione del normale ritmo ormonale fra notte e giorno, un crollo dell’umore durante i risvegli e un diretto rapporto tra depressione, fame e risvegli notturni.

I soggetti obesi con NES devono, perciò, vedersela non solo con i risvegli notturni, ma anche con elevati livelli di depressione e bassa autostima.
La depressione, infatti, può essere una delle principali conseguenze della crisi di alimentazione incontrollata durante la notte. Infatti, dal momento che il malato ha vergogna dei suoi distrurbi alimentari, tiene il suo problema nascosto ad amici e parenti e… ciò, purtroppo, non fa che incrementare le loro abbuffate!

come può essere curata?

Il principale approccio al disturbo delle abbuffate notturne è di tipo psicoterapeutico. Infatti, prima di preoccuparsi di affrontare il problema del sovrappeso, è fondamentale cercare prima di tutto un aiuto psicologico e psichiatrico, rivolgendosi preferibilmente a centri specializzati sui disturbi alimentari.
Tra le varie psicoterapie la più efficace sembra esere quella di tipo cognitivo-comportamentale, che insegna a controllare l’assunzione di cibo fino a cambiare le abitudini alimentari del soggetto. In pratica il paziente impara a poco a poco a reagire alle situazioni scatenanti le abbuffate notturne.
Oltre a questa terapia, molto utili ed efficaci sembrano essere le terapie di gruppo, che favorendo l’interazione tra malati, riduce il loro senso di solitudine, e la psicoterapia individuale, che aiuta a rafforzare il rapporto del malato con familiari ed amici.

Accanto all’intervento psicoterapeutico è importante associare, poi, un adeguato intervento farmacologico che può, ad esempio, consistere nella somministrazione di melatonina esogena che va a regolare il normale ritmo ormonale fra notte e giorno.

Infine, solo dopo l’intervento psicoterapeutico e farmacologico è opportuno preoccuparsi dell’eccessivo aumento di peso dovuto al disturbo. E’ necessario ricorrere a qualificati dietologi, consapevoli della situazione complessiva del paziente, perché ad esempio, diete troppo drastiche potrebbero peggiorare ulteriormente lo stato della malattia, in quanto, chi soffre di NES perde peso con maggior difficoltà e, soprattutto, tende a recuperarlo con più faciità!

Come riconoscere i primi sintomi della Night Eating Syndrome?
Capire se si é affetti da NES non è semplice! Molte persone obese pensano di esserlo, ma in realtà non lo sono! Per pronunciare una diagnosi di NES devono essere presenti cinque caratteristiche:

1) episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata caratterizzati da un eccessivo ingerimento di cibo, in periodi di tempo definiti, e dalla sensazione, durante l’abbuffata, della perdita di controllo sul cibo;
2) episodi di alimentazione incontrollata associati a sintomi come: mangiare molto più rapidamente del normale fino a sentirsi spiacevolmente pieni, mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati, mangiare da soli a causa dell'imbarazzo per quanto si sta mangiando, sentirsi disgustato verso sé stesso e depresso, a causa del senso di colpa per le abbuffate;
3) presente marcato disagio a riguardo del mangiare incontrollato;
4) episodi di abbuffate che si manifestano, mediamente, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi;
5) infine, chi è affetto da NES non prende contromisure sull’aumento di peso eccessivo, infatti, ci si “arrende” presto ai chili di troppo in quanto, così facendo, il corpo diventa un ottimo scudo dai giudizi degli altri che concentrandosi su di esso, perdono di vista i reali problemi personali del soggetto malato!